Dott. Andrea Canalella Medico Competente · Medicina del Lavoro
Accertamenti strumentali

Audiometria

Esame dell’udito per i lavoratori esposti a rumore, con confronto nel tempo dei tracciati.

Quando serve

In quali casi si esegue

  • Esposizione quotidiana al rumore pari o superiore agli 85 dB(A), o picco oltre i 137 dB(C).
  • Su richiesta del lavoratore, sopra gli 80 dB(A), quando la valutazione dei rischi lo giustifica.
  • Officine, carpenterie, cantieri, falegnamerie, industrie di trasformazione, sale macchine.
Come si svolge

Lo svolgimento

L’esame si esegue in cuffia, in un ambiente il più silenzioso possibile, e misura la soglia uditiva su tutte le frequenze rilevanti per la parola e per il danno da rumore. Il tracciato viene confrontato con quelli precedenti: l’ipoacusia professionale è silenziosa e comincia dalle frequenze acute, che nella conversazione non si usano — per questo se ne accorge prima l’audiometria del lavoratore.

Domande

Quello che mi chiedono più spesso

Perché mi chiedete di non lavorare nelle ore prima dell’esame?
Perché dopo un turno in ambiente rumoroso l’udito è temporaneamente spostato, e il tracciato risulterebbe peggiore del reale. Le linee guida chiedono almeno sedici ore lontano dal rumore: in pratica, l’esame si fa a inizio turno o dopo un giorno di riposo.
Se ho già un calo dell’udito posso continuare a lavorare?
Nella grande maggioranza dei casi sì, con prescrizioni: dispositivi di protezione adeguati, controlli più ravvicinati e, quando serve, una diversa organizzazione dei turni. L’obiettivo è fermare la progressione, non allontanare il lavoratore.
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